WO-AM350_MALI_G_20130113181213

A Torino, i proventi della droga finanziavano la guerra dei ribelli jihadisti nello Stato del Mali, nel continente Africano. L’hanno scoperto i Carabinieri del nucleo investigativo di Torino che hanno chiuso quattro anni di indagini che hanno portato all’arresto di 93 persone, alla denuncia di altre 106, al sequestro di decine di chili di droga e alla sconcertante scoperta che i soldi ricavati dalla cessione degli stupefacenti finivano in Mali, ai combattenti della guerra civile che sta insanguinando il paese africano.

Il blitz ha posto fine a un’indagine partita nel 2010, quando un detenuto senegalese ha chiesto un colloquio con un esperto dell’Arma poiché temeva di essere ucciso una volta fuori di galera in quanto aveva sottratto una partita di droga affidatagli. Criminali spietati che per riuscire a rintracciarlo non hanno esitato a uccidere il padre a Dakar e a mutilare i piedi della sorella.

Le successive indagini hanno permesso di portare alla luce una struttura costituita da una base logistica in Senegal, dove viene stoccato lo stupefacente proveniente dal Sud America e dove interi villaggi sono stati costruiti e si sostentano con i proventi del narcotraffico. I bambini vengono costretti ad ingoiare quantità sempre maggiori di fagioli crudi, al fine di poter dilatare lo stomaco di coloro che saranno poi deputati a svolgere la mansione di “mulo”. Al vertice della banda si trovava Mohamed El Maloud Traore , appartenente alla potente tribù nomade dei Tuareg. Partito dalle sponde del fiume Niger, si è stabilito in Spagna da dove è riuscito a veicolare importanti flussi di cocaina per un valore di almeno 2 milioni di euro l’anno. Traore inviava nel paese di origine gli introiti derivanti dal narcotraffico per finanziare la guerra in Mali.

Andrea Stifini
Associazione INdipendenza