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Allarme siccità: in molte città manca acqua, scongiurato a Roma il razionamento. Negli acquedotti non scorre solo acqua ma droga..

La cocaina scorre nell’acqua potabile: le falde celano tassi significativi di Benzoilecgonina, corrispondente alla cocaina dopo essere stata metabolizzata dal corpo. Anche dopo cicli intensivi di depurazione dell’acqua, le tracce di droga restano presenti; indice, questo, di rischi per i cittadini. Oltre alla cocaina, nell’acqua potabile vi sono tracce di ibuprofene, principio attivo in antidolorifici. La cittadinanza fa un uso così smodato di cocaina che i ricercatori non sono riusciti persino ad eliminarne i residui. Nell’acqua del rubinetto della città di Hugo, in Colorado, scorre addirittura cannabis! La rete idrica è stata contaminata da THC, il principale ingrediente psicoattivo della marijuana, tanto che la polizia ha dichiarato l’acqua non potabile.

Molta acqua viene sprecata per lavorare la droga. Nel caso dell’eroina, ottenuta dall’oppio, i panetti ottenuti dalla recisione dei bulbi di papaveri vengono messi a bollire nell’acqua; una volta evaporata, rimane una pasta densa fatta riscaldare e mescolata a calce. Il liquido ottenuto, lasciato raffreddare, è filtrato e ancora una volta immerso in fusti d’acqua calda dove sono aggiunte altre sostanze. Il risultato è la morfina da cui si otterrà successivamente l’eroina.

Tornado al discorso siccità, in un acquedotto alle porte di Milano è stata avviata la sperimentazione di un sistema per depurare l’acqua dai residui di sostanze chimiche come farmaci e droghe. Un team di ricercatori, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, ha presentato il primo depuratore mondiale che usa a livello ingegneristico le cozze di acqua dolce. Il mollusco ha la capacità di filtrare le sostanze inquinanti (droghe, farmaci, metalli pesanti), accumulandoli nei propri tessuti. Al termine del suo ciclo vitale, il bivalve è rimosso e con esso anche il carico inquinante accumulato.

Questo progetto è importante perché è cresciuto l’allarme sulla presenza di droga nelle falde e nell’acqua irrigua non depurata. Rilevazioni dell’Istituto Mario Negri hanno permesso di rintracciare nelle acque di scarico delle città residui di cocaina, eroina e cannabis compatibili con un uso di droghe doppio rispetto a quello indicato nelle statistiche ufficiali. Ignorare le concentrazioni di inquinanti nell’acqua significa ritrovarsi sostanze nocive nei campi, sui prati e sulla nostra tavola.. 

Associazione INdipendenza